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La storia del tappeto annodato a mano: 2.500 anni di artigianato

DI REZA, ESPERTO DI TAPPETI PRESSO NAIN TRADING | PUBBLICATO: 2026-06-11 | 5 MIN DI LETTURA
Pochi elementi d’arredo vantano una storia così lunga come il tappeto annodato a mano. Quello che oggi impreziosisce gli ambienti di casa un tempo riscaldava le tende dei nomadi, decorava i palazzi persiani ed era considerato in Europa uno status symbol che non si osava nemmeno calpestare. La cosa più sorprendente: la tecnica dell’annodatura è cambiata a malapena in circa due millenni e mezzo. Un breve viaggio nella storia di un artigianato artistico unico.
Tappeto di Pazyryk, uno dei più antichi tappeti annodati conosciuti con motivi geometrici e animali.

Il tappeto di Pazyryk: un capolavoro di 2.500 anni

Non si sa con certezza quanto sia antica davvero l’arte dell’annodatura. L’unica cosa certa è la data del più antico reperto conservato: il cosiddetto tappeto di Pazyryk è datato tra il V e il IV secolo a.C. L’archeologo russo Sergei Rudenko lo scoprì nel 1949 nel tumulo funerario di un principe scita nei Monti Altai, conservato nel permafrost che ha protetto per millenni questo delicato tessuto dal deterioramento. Oggi il tappeto è visibile all’Ermitage di San Pietroburgo. Ciò che colpisce non è solo la sua antichità, ma soprattutto la sua qualità: con circa 360.000 nodi per metro quadrato e motivi finemente lavorati raffiguranti cavalieri, cervi e grifoni, testimonia un’artigianalità già altamente sviluppata. Da questo gli studiosi deducono che le origini della tessitura dei tappeti annodati debbano risalire a un’epoca ancora più remota. Dove sia nata esattamente questa tecnica resta tuttora incerto, anche se molti indizi portano ai popoli nomadi dell’Asia centrale.
In una tenda nomade, una donna tesse a mano un tappeto e sul pavimento si trova un tappeto rosso,

Dalla tenda nomade...

Per i nomadi delle steppe dell’Asia centrale, il tappeto inizialmente non era un lusso, ma una necessità: isolava il pavimento della tenda dal freddo, fungeva da giaciglio, bisaccia da sella e arazzo da parete. Veniva annodato con il materiale fornito dalle proprie mandrie, soprattutto lana di pecora, tinta con piante e minerali del territorio circostante.
Annodatura a mano di un tappeto su un telaio, che mostra una tecnica tradizionale di produzione dei

...alla manifattura di corte

Già molto presto si svilupparono due tecniche di annodatura che vengono utilizzate ancora oggi: il nodo simmetrico, chiamato anche nodo turco o Gördes, e il nodo persiano asimmetrico o Senneh, che permette motivi particolarmente fini. Con le migrazioni dei Selgiuchidi, l’arte della tessitura dei tappeti arrivò in Anatolia a partire dall’XI secolo; dalla Konya del XIII secolo si sono conservati alcuni dei più antichi frammenti di tappeti anatolici. Attraverso le rotte commerciali della Via della Seta, i tappeti – e il sapere legato alla loro produzione – si diffusero ben oltre le loro regioni d’origine.
Dipinto storico di una donna che sceglie un tappeto in un antico mercato dell'antichità e

L'età d'oro sotto i Safavidi

L’arte dell’annodatura raggiunse il suo apice artistico nella Persia della dinastia safavide (1501–1736). I sovrani elevarono il tappeto da prodotto artigianale ad arte di corte: nelle manifatture di città come Isfahan, Kashan e Tabriz, gli annodatori lavoravano su disegni dei pittori di corte, utilizzando lana e seta finissime, spesso arricchite con fili d’oro e d’argento. I tappeti divennero doni diplomatici e preziosi beni da esportazione. Da quest’epoca proviene uno dei tappeti più celebri al mondo: il tappeto di Ardabil, datato 1539/40 e oggi esposto al Victoria and Albert Museum di Londra. Il suo medaglione centrale e la composizione equilibrata influenzano ancora oggi il design dei classici tappeti persiani.

Il tappeto conquista l'Europa

In Europa i tappeti orientali arrivarono soprattutto attraverso le rotte commerciali di Venezia – ed erano così preziosi che quasi nessuno li posava a terra. Nei dipinti del Rinascimento compaiono come tovaglie, arazzi da parete oppure sotto i piedi di santi e sovrani. Pittori come Hans Holbein il Giovane e Lorenzo Lotto raffigurarono così spesso i tappeti anatolici che oggi interi gruppi di motivi portano il loro nome. Nel XIX secolo il tappeto passò da raro bene di lusso a ricercato complemento d’arredo della borghesia europea. La domanda diede vita in Persia, Anatolia e India a una produzione orientata all’esportazione – con luci e ombre: accanto a manifatture di alta qualità nacquero anche prodotti di massa e, con i nuovi coloranti sintetici, i primi problemi di qualità, rendendo ancora più preziosa la conoscenza dei tradizionali colori naturali.
Tappeto rosso annodato a mano in un interno barocco.

L'arte dell'annodatura a mano oggi: una tradizione viva

La cosa sorprendente di questa lunga storia: un tappeto annodato a mano nasce oggi, nella sua essenza, esattamente come 2.500 anni fa – nodo dopo nodo, a mano, spesso con mesi di lavoro. In Iran, Afghanistan, Pakistan, India e Turchia, l’arte dell’annodatura viene tramandata di generazione in generazione, e in molte zone rappresenta un’importante fonte di reddito per intere regioni. Proprio in un’epoca di produzione industriale di massa, l’artigianato viene riscoperto e apprezzato sempre di più: un tappeto annodato a mano è durevole, riparabile e realizzato con materiali rinnovabili – ed è quindi uno degli accessori d’arredo più sostenibili in assoluto. Ogni pezzo è unico e porta la firma di chi lo ha annodato. Chi oggi acquista un tappeto annodato a mano, ad esempio dalla selezione di Nain Trading, porta nella propria casa un frammento di questa storia millenaria – contribuendo allo stesso tempo a far sì che continui a essere scritta.'
Donna con un outfit verde, seduta in un mercato di tappeti davanti a un tappeto verde a motivi.

Ulteriori ispirazioni

Elegante soggiorno in stile classico con tappeto orientale scuro

Abitare classico

Lavorazione a mano della lana vergine come base sostenibile per tappeti in stile Nature Living.

Natura Vivente

Tappeti nomadi dall'Iran con motivi tradizionali e colori naturali
Le provenienze più significative in sintesi

Tappeti nomadi dalla Persia